Il sonno

Il sonno è un bisogno primario per l’Uomo. Ma ci siamo mai chiesti cosa sia, a cosa serva e perché se non si dorme bene insorgono dei problemi? In realtà sul sonno si dicono tante cose, ma non tutti sono veramente consapevoli di quanto il sonno rappresenti un evento fondamentale per la nostra salute. Si sente dire spesso che per stare bene è necessario osservare una dieta equilibrata e fare esercizio fisico, ma si parla molto meno del sonno e di tutte le buone abitudini che è utile mantenere per goderne in pieno i vantaggi.

 

Accade allora che molte persone tendano a trascurare gli eventuali disturbi del sonno, a gestirlo in autonomia o affidandosi a consigli non sempre esperti… almeno finché la situazione non diventa insostenibile per loro. Ma spesso quando chiedono aiuto può essere troppo tardi perché quando un’insonnia diventa cronica può essere davvero molto difficile da curare.

 

Eppure è nell’esperienza di tutti che quando manca il sonno si rende meno sul lavoro, si è più irritabili, compaiono i pericolosi colpi di sonno alla guida dell’auto o sul lavoro. Purtroppo l’organizzazione delle nostre attività, sul lavoro, in famiglia e nello svago, sembra essere fatta apposta per non dormire. E molti se devono trovare lo spazio per qualcosa in più da fare spesso lo fanno sottraendo tempo al sonno.

 

Accade così che la deprivazione cronica del sonno sta diventando un tratto tipico dei nostri tempi. Negli ultimi anni il tempo medio di sonno si è abbreviato di circa un’ora e mezza e sono sempre più le persone che durante il giorno hanno sonnolenza e al risveglio si sentono stanche.

 

Ma un fenomeno che preoccupa molto gli studiosi è che dormono sempre meno anche i bambini e gli adolescenti, che invece dovrebbero dormire di più per favorire il normale sviluppo del cervello e delle funzioni intellettive superiori. Dormire vuol dire infatti non solo recuperare le energie fisiche, ma anche, e principalmente, migliorare le nostre capacità di apprendere e memorizzare.

 

Esiste un equilibrio nella funzione del sonno (si parla di “omeostasi” del sonno) per cui meno si dorme e più si sente il bisogno di dormire. Diventa allora importante saper riconoscere tempestivamente i segnali di una cattiva qualità del sonno perché, se li trascuriamo, si finirà per peggiorare la situazione e consolidare cattive abitudini che poi sono difficili da perdere.

 

Ma un fenomeno che preoccupa molto gli studiosi è che dormono sempre meno anche i bambini e gli adolescenti, ossia proprio le persone che in realtà dovrebbero dormire di più per favorire specialmente un buon sviluppo del cervello e di tutte le funzioni intellettive superiori. Dormire meno vuol dire infatti non solo recuperare Introduzione 6 meno le energie fisiche, ma anche, e principalmente, ridurre le nostre capacità di apprendere e memorizzare. Esiste un equilibrio nella funzione del sonno (si parla di “omeostasi” del sonno) per cui meno si dorme e più si sente il bisogno di dormire.Diventa allora importante saper riconoscere tempestivamente i segnali di una cattiva qualità del sonno perché, se li trascuriamo, si finirà per peggiorare la situazione e fare proprie cattive abitudini che poi sono difficili da perdere.

 

Cos'è il sonno?

Un buon sonno (ristoratore e di durata sufficiente) è necessario per il benessere e per affrontare adeguatamente gli impegni della vita. La durata di un sonno “normale” non è fissa potendo variare anche molto da una persona all’altra. Non esiste una “durata minima” del sonno ed ognuno di noi conosce persone che dormono pochissimo e stanno bene ed altre che se non dormono a lungo non si sentono in forma.

 

Inoltre vi sono soggetti che amano andare a dormire presto alla sera (si definiscono “allodole”, perché poi al mattino si svegliano presto arzilli e pronti alle loro attività) ed altri che invece preferiscono andare a letto tardi (sono i “gufi” che alla sera sono lucidi ed attivi ed al mattino invece hanno bisogno di tempi più lunghi di risveglio). Ciò che è certo è che il tempo del sonno varia anche nel corso della vita: i bambini piccoli dormono moltissimo, di giorno e di notte, per poi passare intorno ai 3-4 anni a ridurre il sonno diurno a favore del sonno notturno che peraltro in molte persone, con l’avanzare dell’età, diventa sempre più breve.

 

Gli studiosi hanno scoperto che il sonno non è una condizione passiva ed inerte, una sorta di “intervallo” tra le giornate in cui si svolgono le attività fisiche e mentali. Al contrario, sappiamo oggi che il cervello durante il sonno ha un’attività piuttosto intensa e svolge funzioni di particolare importanza per il mantenimento dell’equilibrio fisico, psichico e mentale della persona: il corpo riposa, ma le informazioni apprese vengono consolidate. Ciascuno di noi ha avuto modo di sperimentare su di sé che in mancanza di sonno non solo diminuiscono l’attenzione, la concentrazione e la memoria, ma si diventa più irritabili ed ansiosi. E in effetti sappiamo che la mancanza di sonno aumenta la probabilità di insorgenza della depressione, di problemi fisici (mal di testa, disturbi digestivi, e così via) e mentali (stanchezza, sonnolenza) con conseguenti problemi a scuola, in famiglia e sul lavoro. Interessante poi quanto si è scoperto nella donna in età fertile, in cui il sonno è di grande importanza anche per il mantenimento dell’equilibrio ormonale e della capacità riproduttiva.

 

 

Consigli utili

 

L’importanza di dormire bene: i consigli utili per migliorare la qualità del sonno.

L’alimentazione

Di sera evita pasti abbondanti e ricchi di grassi e di carne; chi mangia molto presto alla sera, si tenga sempre “leggero” e piuttosto prima di andare a dormire faccia uno spuntino leggero, magari con un po’ di latte tiepido o una tisana e qualche biscotto. Evita, di sera, caffè, thè, coca-cola, bevande eccitanti e cioccolata. Evita anche i superalcolici che, contrariamente a quello che molti pensano, non favoriscono affatto il “buon” sonno.

Il fumo di tabacco

Evitalo sempre, ma specialmente alla sera.

L’attività fisica

Bene farla regolarmente durante il giorno ma evita l’esercizio fisico intenso verso sera.

I sonnellini

Se hai problemi di insonnia, evita sia i sonnellini (specie se prolungati) durante il giorno sia, in particolare, di addormentarti alla sera davanti al televisore.

La stanza in cui si dorme

Usa luci da notte molto tenui; cura la temperatura, che sia non troppo fredda ma neppure troppo calda.

Il bagno caldo serale

Può essere un’abitudine rilassante specie se fa parte della routine serale.

Gli orari del sonno

Può essere un’abitudine rilassante specie se fa parte della routine serale.

Il bagno caldo serale

Se hai problemi di insonnia, cerca di andare a dormire e cerca di svegliarti sempre alla stessa ora, anche durante il fine settimana e indipendentemente da quanto hai dormito di notte; se dormi poco di notte, evita di svegliarti più tardi al mattino.

Prepararsi al sonno

Cerca di rilassarti il più possibile prima di andare a letto, anche seguendo una sorta di “rituale” che prevede di fare ogni sera sempre le stesse cose quando ti prepari per andare a letto… e vacci solo quando sei veramente assonnato.

 

 

Gli Italiani

 

Quanti italiani soffrono di disturbi del sonno

 

A cura di Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna)

Secondo l’AIMS (Associazione Italiana per la Medicina del Sonno)* sono circa 12 milioni gli italiani che soffrono di insonnia o di disturbi ad essa correlati, all’origine anche di depressione, stanchezza diurna e pessima qualità della vita. Questo dato è emerso dallo Studio Morfeo 2, la più vasta indagine nazionale condotta sui problemi di insonnia, conclusasi nel 2008, e che ha coinvolto, oltre all’AIMS, 18 Centri di Medicina del Sonno, oltre 600 Medici di medicina generale e più di 11.000 pazienti. Per non avere conseguenze sullo stato di salute generale, l’insonnia dovrebbe essere passeggera; per gli Italiani sta assumendo invece caratteristiche di cronicità: il 67% degli insonni ne soffre da più di un anno e l’80% ne avverte le ripercussioni durante il giorno con manifestazioni che vanno da tensione nervosa, a irritabilità e segni di depressione, fino a difficoltà di concentrazione o di memoria, specie il giorno successivo alla notte in bianco.

Ad essere colpite maggiormente da questi disturbi sono le donne, specie tra i 45 e i 54 anni (quindi nel momento della menopausa), in cui a soffrirne sono all’incirca il 70%. Un problema che avvertono con prevalenza le divorziate (70%), seguite dalle single (55,3% contro il 44% degli uomini) e in percentuale minore le sposate (49% contro il 40% degli uomini). Oggi si dormono in media 7 ore e un quarto a notte, un numero che per molte persone può essere insufficiente per far riposare l’organismo. I rischi? Molteplici. L’insonnia ed il cattivo riposo hanno importanti ripercussioni anche sullo stato lavorativo, di sicurezza e di salute di che ne soffre. Il 53% di chi dorme male si assenterà dal lavoro per malattia, il doppio rispetto a chi scivola tranquillamente tra le braccia di Morfeo, mentre ancora troppo grave resta il bilancio per incidenti, la cui concausa può essere proprio l’insonnia: più del 50% in ambiente lavorativo ed oltre 50.000 sulla strada. Non da meno sono i rischi per la salute con innanzitutto un calo di produttività durante il giorno, che può arrivare a toccare vette del 50%, un indebolimento delle difese immunitarie e una maggiore predisposizione alle malattie cardiovascolari. Infatti dormire poco fa aumentare la pressione del sangue e costringe il cuore ad un superlavoro.

Se si soffre d’insonnia occorre curarla. Eppure lo Studio Morfeo 2 rivela, sotto questo aspetto, che gli italiani non ne sono pienamente consapevoli: il 56% non sono in trattamento, il 40,5% rifiuta le cure e il 7,3% ricorre al fai da te. Invece è fondamentale tenere presente che la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo dei disturbi del sonno ne prevengono l’aggravamento e il presentarsi di tutte quelle complicanze che sono legate alla cronica privazione di sonno: invecchiamento precoce, disturbi psicologici e comportamentali, ipertensione arteriosa e maggior rischio di patologie cardiovascolari.

*Società scientifica multidisciplinare fondata nel 1990 che ha fra le principali finalità istituzionali, quella di promuovere la ricerca scientifica e la formazione clinica rivolta alla diagnosi e al trattamento dei disturbi del sonno e della veglia.